Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) II.djvu/196

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LE COEFORE 193

Ahimè, ahimè!
Più rigoglio ha, se tarda, il tormento!

ORESTE


Uccise o non uccise? Ecco la prova:
1090questo mantello cui d’Egisto il ferro
la tinta die’. La macchia della strage
s’accorda al tempo: assai corroso è il ricco
variar dei colori. Ora m’esalto,
ed ora gemo, e parlo a questo peplo
1095che uccise il padre; e colpe io piango, e pene,
e la progenie tutta. E la vittoria
mi contamina sí, che niun m’invidia!

CORO


Antistrofe
Senza danno veruno degli uomini
non vivrà mai, né scevro d’affanno.
1100Ahimè, ahimè!
Questi or soffrono, quei soffriranno.

ORESTE


Uditemi ora — ch’io, come l’auriga
sbalzato fuor di via, coi suoi cavalli,
ignoro dove finirò: lo spirito,
1105spezzato il freno, mi trascina vinto,
ed il terrore i suoi cantici leva
già presso al cuor, che nel furore danza —