Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) II.djvu/208

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Tragedie di Eschilo (Romagnoli) II-58.png

PROLOGO


SACERDOTESSA

Prega dinanzi al tempio



Prima con questa prece onoro Gea5
che profetessa fu prima: indi Tèmide
che seconda ebbe sede in questo oracolo,
dopo sua madre, com’è fama; e terza,
né già per forza, ma piacendo a Tèmide,
vi salí Febe6, prole dei Titani,
figliuola anch’essa della terra; e dono
natale a Febo ella ne fece7, e il nome
serba ancora dell’ava. E il Dio, lasciate
le scogliere di Delo e la palude,
alle acclivi approdò spiagge di Pallade
e a questo suolo, ed al Parnaso giunse.
Scorta gli fanno, e grande onore, e innanzi
gli schiudono la via, gli Atenïesi
figli d’Efesto, e la selvaggia
terra rendono pervia. E come ei giunge, il popolo