Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) II.djvu/162

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ALCESTI 159


admeto
D’altr’uomo a mensa non andrai. Precedimi.
Le camere remote apri degli ospiti,
ed ai ministri di’ che t’apparecchino
quello che brami.

Ercole entra. Ai servi.


E sian chiuse le porte
di mezzo. Chi banchetta, udire gemiti
non deve. Né attristar bisogna gli ospiti.

primo corifeo
Che fai? Su te grava tal male, o Admèto,
e hai cuor d’accogliere ospiti? Sei folle?

admeto
Se dalla casa via, se dalle mura
respinto avessi l’ospite, m’avresti
data lode? Minor, se inospitale
fossi, sarebbe la sciagura mia?
S’aggiungerebbe ai mali un mal, se detto
fosse il mio tetto inospital. Costui,
quando alla terra sitibonda giungo
d’Argo, il miglior degli ospiti è per me.

primo corifeo
E perché mai celasti la tua sorte
aH’uom, che, come dici, amico t’è?