Pagina:Trattati del Cinquecento sulla donna, 1913 – BEIC 1949816.djvu/224

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218 ii - angoscia doglia e pena


la mia donna essendo mia doglia, me è parso di dedicare la presente alla sua grazia, accioché la conosa da queste carti alquanto meglio che cosa è la donna. Perché qui ancora si contiene piú chiaramente la natura e costumi di ciascuna donna, che non fa nell’Angoscia nostra; perciò, in memoria de la mia servitú da lontano come d’appresso, mando, dedico e destino al suo divino ingegno la mia Doglia, furia seconda.

2.

Commiato della Doglia.

BIONDO

a’ savi e pazzi

Giá vi scrissi l’Angoscia per memoria, non per documento. Al presente vi scrivo la Doglia, non solo per memoria, ma ancora per documento, da quella casuppula, dove non soletario piú, come soleva, ma accompagnato di fantastichi pensieri e circondato da invidi e malivoli, contrasto con fortuna, senza contemplarla, in porto pieno di gran nembi. Né per ciò trovo scoglio di fermar la nave con le sue sarti. Nondimeno la Pena nostra, dopo la presente, vi fará certi delle forze umane e del nostro fine, sí che al presente la leggiate.