Pagina:Trattato de' governi.djvu/124

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che per padre e madre sono nati cittadini.

E per le cose dette sia manifesto darsi più sorti di cittadino, e che sopra tutti gli altri modi cittadino si dice essere quegli, che può partecipare degli onori; siccome ancora dice Omero:

E come un uom disonorato e vile.

Ma dove una tal cosa è occultata, ciò v’interviene per cagione d’ingannare quei, che insieme abitano nella città. Perchè chi non partecipa degli onori è come un forestiero, e come un vile uomo. E per le cose dette è chiaro, se la virtù dell’uomo buono, e del cittadino buono sia la medesima; cioè, che in alcune città ella è la medesima: e in alcune non è, ma è differente. E che dove ella è la medesima, ella non è in tutti li cittadini, ma è in chi civilmente comanda; o solo che ei ministri le faccende publiche, o in compagnia d’altri.


Essendo determinate le cose dette, conseguentemente è da considerare, s’egli è da porre che e’ sia un modo solo di governo, o più; e se più, di che natura e’ sieno, e quanti a novero, e di che differenza e’ sieno in fra di loro. Il reggimento è una ordinazione fatta nella città; sì di tutti gli altri magistrati, sì massimamente del magistrato supremo, e padrone di tutti. E padrone in ogni città è il reggimento, o il modo di governo di quella. E tale governo si chiama Republica, o stato; io dico verbigrazia negli stati popolari il Popolo, che è il padrone; e negli stati stretti li pochi potenti. E che la republica sia differente da questi due stati ho io detto innanzi: ma di lei, e degli altri andrò io nel medesimo modo discorrendo.

Primieramente adunque è da supporre il fine, per il quale la città è constituita, e quante specie d’imperio si dieno all’uomo, e alla vita civile. Innanzi adunque