Pagina:Trattato de' governi.djvu/86

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dagli altri per usare vestimenti vili, ma da tener caldo non solamente nel verno, ma ancora nella state e per voler egli intorno a tutta la natura apparir da qualcosa; fu il primo di quegli, che senza esperienza di civile azione, tentasse di parlare dell’ottimo stato della republica.

Costui adunque ordinò una republica di diecimila uomini, i quali, divise in tre parti: in artefici l’una; l’altra in contadini; la terza in difensori, e in quei che avessin l’armi. Divise ancora costui la provincia in tre parti: in sacra, cioè, in publica e in privata. Sacra chiamò quella, onde avessin a trarsi le cose, che per leggi sono appartenenti agli Dei: comune quella, onde i difensori dovessin trarre il vitto, e privata chiamò quella dei contadini. Stimò costui medesimamente, che le leggi dovessin essere di tre fatte; e questa ragione lo mosse, cioè perchè tre sono le cagioni, onde si va in giudicio. E tali sono la contumelia, il danno e la morte.

Statuì ancora per legge un giudicio, che fosse il padrone universale, dove tutte le sentenze date non rettamente, dovessin avere l’appello; e tal giudicio fu composto di certi uomini vecchi elettivi. Non stimò, che nei giudici fosse ben fatto il sentenziare per via di calcoli, o, vogliamo dire, con le fave; anzichè ciascuno dovesse portare in su una carta scritto se e’ condannasse semplicemente la sentenza; e se egli assolvesse semplicemente, non vi lasciasse scritto. E in caso che e’ paresse al giudice di parte condannare, e parte assolvere, ch’e’ lo determinasse in su quello scritto; giudicando il modo che si usa oggidì nel sentenziare, non essere buono per esser gli uomini costretti a giurare il falso; dando giudicio o in un modo o nell’altro.

Fece ancora una legge in favore di chi avesse trovato qualche cosa utile per la città; perchè e’ fusse onorato dal publico; e perchè ai figliuoli