Pagina:Trattato della neve e del bere fresco.djvu/25

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DELLA NEVE, 19

[versione diplomatica]

di fare delle medeſime conſerue, per venderla la state, alla quale particulare delizia, hanno molto da inuidiare i Veniziani, de quali mi ſtupiſco non la vſino, ò cerchino d’vſarla, approuandoſi per la maggiore di tutte le altre. Il medeſimo potrei anchor dire dell’altre Città, non pure d’Italia ma di tutta Europa, tanto piu, quanto che il bere freddo fa quell’vtile, che con l’authorità di Galeno, & Auicenna habbiamo già dimoſtrato. Nondimeno paſſando più innanzi concludo, che ciaſcuno miri la ſua diſpoſizione, & eſſendo in tutto ò mediocremente ſano, puo nel tempo della state, ſenz’alcun danno bere più ò manco freddo, percioche il bere freddo tempera il fegato, reprime il calore: genera appetito: conforta lo stomaco; aiuta oltra modo le quattro virtù, che habbiamo già dette, nelle operazioni loro; rauuiua gli ſpiriti rilaſſati: fà guſtare quanto ſi mangia: toglie la ſete: aßicura da l’vbriachezza, & temperando il calore de rognoni prohibiſce, che nella veſcica non ſi generi pietra. Fa parimente molti altri buoni effetti, come l’vſo, & l’eſperienzia ne inſegna. Mà non è luogo questo da farci piu lungo diſcorſo, baſta che il migliore, & più ſicuro modo di rinfreſcare, è con la neue. Et accio che questo ſi proui con authorità d’huomini graui, intendiamo prima Auicenna, il quale nella ſeconda del primo a Cap. xvi. dice, La neue & l’acqua gelata, quando ſono nette, & ſenza immondizia, nè ſono cadute ſopra arbori, ò vero herbe cattiue, ò che non habbia meſcolanza di terra, ò d’altre brutture; Et che il ghiaccio non ſi altreſi d’acque cattiue, & & infette, ma la neue netta, & pura, & puro & netto il ghiaccio, ſi può (dice) non ſolo con eſſo rinfreſcare tutte le coſe, mà ſicuramente meſcolarlo con quanto ſi beue. Questo dice Auicenna per darci ad intendere, che l’acqua, che eſce dalla neue, & dal ghiaccio, eſſendo netta, & pura, non è differente dalla bon-


[versione critica]

di fare delle medesime conserve, per venderla la state, alla quale particulare delizia, hanno molto da invidiare i Veniziani, de quali mi stupisco non la usino, ò cerchino d’usarla, approvandosi per la maggiore di tutte le altre. Il medesimo potrei anchor dire dell’altre Città, non pure d’Italia ma di tutta Europa, tanto piu, quanto che il bere freddo fa quell’utile, che con l’authorità di Galeno, et Avicenna habbiamo già dimostrato. Nondimeno passando più innanzi concludo, che ciascuno miri la sua disposizione, et essendo in tutto ò mediocremente sano, puo nel tempo della state, senz’alcun danno bere più ò manco freddo, percioche il bere freddo tempera il fegato, reprime il calore: genera appetito: conforta lo stomaco; aiuta oltra modo le quattro virtù, che habbiamo già dette, nelle operazioni loro; ravviva gli spiriti rilassati: fà gustare quanto si mangia: toglie la sete: assicura da l’ubriachezza, et temperando il calore de rognoni prohibisce, che nella vescica non si generi pietra. Fa parimente molti altri buoni effetti, come l’uso, et l’esperienzia ne insegna. Mà non è luogo questo da farci piu lungo discorso, basta che il migliore, et più sicuro modo di rinfrescare, è con la neve. Et accio che questo si provi con authorità d’huomini gravi, intendiamo prima Avicenna, il quale nella seconda del primo a Cap. xvi. dice, La neve et l’acqua gelata, quando sono nette, et senza immondizia, nè sono cadute sopra arbori, ò vero herbe cattive, ò che non habbia mescolanza di terra, ò d’altre brutture; Et che il ghiaccio non si altresi d’acque cattive, et et infette, ma la neve netta, et pura, et puro et netto il ghiaccio, si può (dice) non solo con esso rinfrescare tutte le cose, mà sicuramente mescolarlo con quanto si beve. Questo dice Avicenna per darci ad intendere, che l’acqua, che esce dalla neve, et dal ghiaccio, essendo netta, et pura, non è differente dalla bon-


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