Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/17

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Trento 13

Si nomina anche per quarto, Borgo nuovo: ma questo per esser effettivamente in Città, non merita portar nome di Borgo.

[Contrade, e Fabriche di Trento.] Ha questa Città molte nobili, e spatiose Contrade irrigate quasi tutte da qualche rivolo, che vi scorre per mezzo con diversi Palaggi, e Casamenti, che le spalleggiano di fabrica per lo più rinovata: benche ve ne siano ancora d’antichi, e questi adorni curiosamente di Pitture, ò historiche, ò simboliche, ò favolose, che parleranno. Le finestre delle Case si alte, che basse sono à vetri, e christalli communemente. Il suolo della Città è lastricato di selci, che lo rendono proprio al caminare, senza ne polvere, ne fango, e li tanti rivi servono per tener monda la Città da ogni lordura. Non vi sgorgano, che due Fontane publiche: ma li Pozzi frequenti, e inessausti suppliscono al bisogno commodamente. Essendovi poi l’Alveo di Fersina assai copioso, che da Ponte Cornichio scorre in Città, e serve per Molini, e altri Edificij; e caso che quest’Acqua, come di Torrente potesse essaurirsi, vi scorre unita quella di Silla, ch’è perenne.

[Acque di Trento quando introdotte.] Fù arricchita d’Acque questa Città, come nota il Pintio, al tempo del Cardinal Bernardo Clesio, sotto di cui s’annobilirono le fabriche, si salicorono le Contrade, e si diramorono li ruscelli, che vi susurrano. Dirò, ed è in fatti, che in tutta Lombardia non viddi ancor Città, che più abbondino d’Acqua, e più delicijno, quanto Brescia, e