Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/419

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Trento. 415

[Geroglifici notandi.] neposte a due costituivano tre ordini trà le due Porte. In ciascun vano delle due Colonne da una testa di Lione, che stava in alto, usciva di bocca un gran festone carico d’ogni sorte di frutti. Sopra i Capitelli de’ tre Colonnati stava espresso un particolar Geroglifico; cioè à destra, Giove convertito in Cigno per amor di Leida, da cui partorendosi due Ova, dall’uno nacque Helena la Greca, e Clitennestra Moglie del Rè Agamennone; dall’altro li due Gemelli Castore, e Polluce. A sinistra vedevasi un’Aquila Imperiale con sotto due Mondi à guisa d’Ova, dall’uno de’ quali usciva l’Imperio Austriaco; dall’altro il Regno libero. Nello spatio di mezzo figuravasi un Mondo tutto gravido di Corone trà Imperiali, Regie, e Arciducali, da qual Mondo nata una gran Quercia, questa andava tutta carica di tali Corone, come per frutti, con appeso il motto: Hoc semine Sati.

Sopra le Cornici di tramezzo stava un bellissimo Carro trionfale formato d’una gran Conchiglia, in cui sedevano Nettuno, e Teti Deità del Mare, corteggiate da Tritoni, e Amorini; venendo condotto il Carro da Cavalli Marini guidati da Castore, e Polluce co’l motto: Tridente regitur aque ac Astris. Sotto il Carro, per maggior simbolo di calma, stava un Nido d’Alcioni posato sopra un Teschio di Balena, parlando il motto: Hic tuto tranquillitas. Dietro poi, una per parte, sorgevano due gran Piante di Pino, all’ombra de’ quali spiccavano due Statue equestri finte di bronzo; l’una del Rè delle Spagne Filippo IV l’altra del Rè Catolico regnante, Carlo II.