Pagina:Una sfida al Polo.djvu/192

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186 capitolo xv.

CAPITOLO XV.


L’attacco degli orsi bianchi.


Tutta la notte fu un rombo continuo intorno al treno che affondava sempre più nella neve turbinante in tutte le direzioni, poichè pareva che tutti i venti dei quattro quadranti si fossero messi in lotta, urtandosi con rabbia folle.

I tre esploratori non avevano osato chiudere gli occhi pel timore che qualche raffica riuscisse a mandare anche il carrozzone colle ruote in aria, cosa non difficile ad accadere con tanta furia di vento.

Rannicchiati presso la stufa, colle pipe in bocca, attendevano pazientemente che spuntasse l’alba, colla speranza che anche la tempesta di neve cominciasse a decrescere e permettesse loro di riprendere la corsa.

Dopo una lunghissima attesa, il cielo cominciò finalmente ad imbiancarsi verso levante.

Una larga ferita si era aperta fra le tempestose nubi ancora gravide di neve e di ghiacciuoli, allungandosi verso l’opposto orizzonte, diventando rapidamente violacea, poi rossastra.

Il sole stava per mostrarsi fra un altro grande strappo di vapori cavalcanti sulle ali del vento, e colla comparsa dell’astro la tempesta accennava a diminuire rapidamente d’intensità.

Il canadese si era alzato, mentre lo studente preparava il thè, e si era affrettato a lanciare uno sguardo attraverso un finestrino.