Pagina:Varon milanes.djvu/72

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Smorfia. Una brutta faccia. È derivato dal nome Greco μορφή, che significa una faccia, ma per l’aggiunta della lettera, s, la qual per il più ha forza privativa, si dice di una faccia brutta.

Spetascià. Schiacciare, romper minutamente, fracassare percuotendo. È tolto dal Greco σπατάγγειν che denota turbar, seminar discordie. Ovvero dal verbo σπαθάω, id. consumo, dilapido, contero.

Spiurì. Aver pizza, pizzicore. È tolto dal verbo Latino Prurio pruris.

Stachett. Chiodi piccioli. È tolto dal Greco σταχύς, id. spica, quasi diciamo stachett, id. spica ferrea.

Stamegna. Impannata, cosa fatta con carta, o tela, e posta alle finestre per difenderci dal sole, o dal freddo. È tolto, credo io, dal Latino stamineus, a, um, perchè per il più le stamegne si fanno di tela.

Strafoi, strafojà. Imbroglio, imbrogliare, intricare. È tolto dal Greco στρέφω, id. verto, torqueo. Ovvero ancora da στρέφομαι, id. fallacia utor, tergiversor.

Strani. Severo, difficile a concedere grazia alcuna. È tolto senza dubbio dal Greco στρεῖνος, id. durus.

Stravascià. Cadere a terra. È tratta dal preterito stravit, e dal supino stratum del verbo sterno, is, qual sta per distender giù, atterrare.

Strigia. Instromento di ferro dentato per pulire i cavalli. È tolto dal Latino strigilis,