Pagina:Vasco - Della moneta, 1788.djvu/92

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
88

cia più ad alcun capriccioso cambiamento. Solo dovrà farsi una legge il Principe d’esser fedelissimo in questa tariffa, nè mai abusarne per esprimere altro valore numerario da quello che richieggono i rapporti veri dei metalli. Basta che abbia sempre presente l’importantissima massima, che meglio è caricare le imposizioni, ogni volta che un pubblico bisogno lo richiegga, che alterare il sistema delle monete.

Se la nazione potrà senza discapito fabbricare monete d’argento e d’oro, i valori legali non saran meno corrispondenti ai valori fisici delle monete. Allora un pezzo d’argento il cui peso, aggiuntavi la spesa della monetazione, sia equivalente a venti monete chiamate soldi, si chiamerà lira, e si faranno scudi per esempio di sei lire, che contengano tanto argento, quanto ve n’è in sei lire effettive, e così i mezzi scudi ec. in proporzione. Un pezzo d’oro che nella comune estimazione, monetato che sia, equivalga a due o tre scudi, si chiamerà doppia, ed avrà perpetuamente il valore di dodici o diciotto lire, e così delle mezze doppie ed altre divisioni.


CAP.