Pagina:Venezia – Relazioni degli ambasciatori veneti al Senato, Vol. I, 1912 – BEIC 1904739.djvu/174

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troppo tedio conosco aver portato questa sera alle Signorie Vostre eccellentissime.

È venuto in mia compagnia a servir medesimamente Vostra Serenitá il signor Francesco mio fratello, e volentieri averei condotto anco con me quattro figliuoli maschi, che per grazia del signor Dio mi trovo avere, se la loro tenera etá l’avesse permesso, acioché con l’essempio del zio e del padre cominciassero a assuefarsi a spender unitamente le communi sostanze, e anco la stessa vita, quando cosí portasse il bisogno di questa serenissima republica.

Mio secretano è stato il signor Giovanni Francesco Marchesini, secretano vecchio di questo eccellentissimo senato e benissimo conosciuto dalla Serenitá Vostra e da cadauna delle Signorie Vostre eccellentissime. Poca fatica averò io in rappresentar le sue virtú, la sua intelligenzia e la sua modestia e la sua fede, perché amplissimo testimonio di tutto questo fanno i lunghi e continuati servizi prestati da lui nelle piú riguardevoli corti del mondo, alle quali è stato con diversi ambassatori per secretano, come in Roma, in Germania, in Spagna, in diversi luoghi in Mar con commissione; ma a Roma in particolar, dove si fermò per tre legazioni continue con prestantissimi senatori, e molto tempo anco solo, con occasione di morte di ambassatore, in tempi ardui e difficilissimi; e finalmente nelle due importanti residenze di Fiorenza e Milano e questa di Mantova. Eccellentissime Signorie, questo è il decimo settimo servizio che egli ha prestato, oltre le molte fatiche fatte qui nell’eccellentissimo Consiglio nelli piú freschi anni della sua etá, e che fa e farebbe tuttavia piú, se le sue molte indisposizioni glielo permettessero. Anzi, perché non resti interrotto il corso della sua divozione e del suo servizio, ha applicato un suo figliuolo ultimamente alla cancelleria, virtuoso, intelligente e di molta riuscita, che di giá è andato a servire l’eccellentissimo signor Francesco Erizzo, proveditor generai a Palma, con interesse dell’istesso padre e della sua casa, sendo partito anco ne’ dui giorni e senza li soliti ordinari donativi. Onde per tutti i rispetti si rende questo benemerito ministro molto degno della publica grazia; e io ho ricevuto