Pagina:Verga - Dal tuo al mio.djvu/125

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galantuomini, don Nunzio — riprese il notaio mettendogli una mano sulla spalla. — Ci accomoderemo senza bisogno dell’usciere. — Anzi si voltò a quest’ultimo, che stava preparando i ferri del mestiere: — Per ora non abbiamo bisogno di voi, don Calogero. Potete scendere in giardino intanto, a cogliere quattro fiori.

— Ma che giardino e che fiori! — rispose l’altro bruscamente. — Non mi lasciate due ore al sole almeno.

Il notaio respirò, come quello se ne fu andato, e si mise a sedere, con fare conciliativo, fra i due litiganti.

— Sediamoci, per star più comodi. Qui, qui, signor barone, vicino a me. Dunque, dicevamo.... Avere di don Nunzio, fra capitale e interessi.... Don Nunzio, date qui il conto.