Pagina:Verga - Dal tuo al mio.djvu/72

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 56 —

si udì gridare a un tratto nell’anticamera.

— Fatelo entrare! — gridò il barone, chè gli tornarono il fiato e la voce a un tratto, e gli andò incontro a braccia aperte: — Caro don Nunzio!...


*


Ma gli caddero cuore e braccia al vedere la faccia che aveva don Nunzio, lunga un palmo, cogli occhi torvi che sfuggivano la gente.

— Carissimo barone.... Signori miei.... Lasciatemi sedere. Ho le gambe rotte.

Chi portava seggiole, e chi s’affaccendava in altre premure attorno a don Nunzio, che pareva un sovrano, malgrado i suoi scarponi e la sua giacca di fustagno.