Pagina:Verga - Don Candeloro e C., 1894.djvu/93

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La serata della diva 85

ammiratori della cantante, che erano rimasti sull’uscio, ondeggiavano di qua e di là. Degli altri mazzi di fiori furono cacciati nel camerino alla rinfusa. Il cavalletto e la giardiniera furono spazzati via. Si udì un correr frettoloso, uno sbatter di usci, delle voci di comando, e uno schiamazzar di voci femminili.

– Il ballo! In scena pel ballo!

Lo stesso impresario, che era tutto miele un quarto d’ora prima, mandava ora al diavolo gli importuni.

– Signori miei.... un po’ di pazienza.... Il pubblico s’impazienta!

– Se si andasse a cena? – propose Macerata.

La signora Celeste fece una smorfia che diceva di no. Ma il banchiere tornò ad insistere e a farle dolce violenza, chino verso di lei, prendendole la mano, parlandole sul collo in un certo modo che faceva arricciare il naso al Re di cuori e all’amico di Sinigaglia. Barbetti però approvava il rifiuto.

– Andiamoci pure a cena, ma senza di lei. Lei ha bisogno di riposare, poverina. Lasciateli dire, mia cara. Questa gente non sa cosa significhi una serata simile.... – Il bel Re di cuori infine perse la pazienza, borbottando che non era quella la maniera.... Ettore Baroncini in cuor suo fece lega con lui.