Pagina:Verga - Eros, 1884.djvu/213

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La contessa continuava ad andare innanzi.

— Volete proprio che vi dica addio dinanzi al cocchiere? mormorò il giovane con tutta l’amarezza che gli rodeva il cuore.

Ella si fermò, voltandosi appena verso di lui, gli strinse la mano, e senza rialzare il velo gli disse:

— Addio!

Le labbra del giovane tremavano senza che potessero profferire una sola parola. La vide allontanarsi lentamente, e montare in carrozza.

Poi si asciugò di nascosto una lagrima — l’ultima.


Il giorno dopo partì davvero, per un altero rispetto della sua parola, o per un dispettoso amor proprio. Il vedere rompere con tanta indifferenza tali legami l’avea ferito profondamente, ma avea tanto amato quella donna, e tanto diversamente dalle altre, che fra di loro parevagli dovesse sussistere sempre un vincolo indissolubile; il suo dolore avea certa voluttà che gli piaceva assaporare andando a seppellirsi in campagna; ma la sua campagna era troppo vicina a Milano, e gli amici non tardarono ad andare a farvi una partita di caccia — par distrarlo. — Così seppe dopo qualche tempo quello che non avrebbe dovuto sapere: il capitano Marteni, nell’assenza del conte Armandi, che era in Allemagna con una missione diplomatica, comprometteva un pochino la contessa, e la contessa si lasciava compromettere. Alberto corse a Torino, e colla ingiusta e malsana curiosità del rivale riescì a convincersi davvero che il