Pagina:Verga - Novelle, 1887.djvu/211

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del castello di trezza 201

pugno sulla tavola, — mi diventate tutti un branco di poltroni qui!

— Messere, per provarvi come poltroni non lo siamo tutti, farò quel che mi ordinerete.

— E anch’io, rispose il Rosso, vergognoso di non esser messo alla prova invece del capocaccia. Così, non avrete più a dubitare delle parole nostre.

— Orbene! giacchè tutti avete visto, giacchè tutti avete udito, giacchè tutti avete toccato con mano, fatemi buona guardia stanotte, appostatevi sul cammino che suol tenere cotesto gaglioffo che ha messo la tremarella addosso a tutta la mia gente. Da qual parte si suol vedere questo fantasma?

— Nel corridoio qui accanto, di solito.... Ma nessuno ha più visto nulla dacchè quest’ala del castello non è stata più abitata....

— Tu, Bruno, ti porrai a guardia dietro l’uscio che mette nella sala grande, e il Rosso dietro la finestra, in capo al corri-