Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/111

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l'amore materno 97

     Nell’aurea luce di notturne stanze
Veglian le tue compagne in lieti crocchi;
O di protratte musiche e di danze
16Fanno agli orecchi allettamento e agli occhi.

     Tu di una muta lampade al barlume
Presso i pargoli tuoi siedi le notti;
E t’è dolce per lor lasciar le piume,
20Dolci i lievi per lor sonni interrotti.

     Nel tuo talamo appar della Divina
Madre un’immago benedetta e pia;
E lì con ansio cor sera e mattina
24Sollevi i verecondi occhi a Maria,

     Pregando Lei che del virgineo velo
Covrir si piaccia i piccioli tuoi figli;
E sulla cuna che li accoglie, il Cielo
28Mandi gli angeli suoi, piova i suoi gigli.

     Crescete, o fanciulletti! Il mar v’attende,
Dubbio mar della vita. In pace è l’onda;
Limpido sull’aurora il ciel risplende,
32E le vele vi gonfia aura seconda.

     Da lungi alzasi un canto e lo ripete
Di lido in lido l’aura innamorata:
«O voi, che l’onda a navigar prendete,
36Che senza pianto non fu mai varcata,