Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/17

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milton e galileo 3



I.



     Scendea nell’acque del Tirreno il sole,
Nè quegli occhi il vedean che di spiarlo
Primi fur osi. Il carezzevol fiato
Occidentale a respirar, sul colle
5Sedea d’Arcetri l’Esule divino,
E le spente pupille al moribondo
Lume girava, un dì suo studio e vanto.
Presso gli stava di virginee bende,
Come a Suora s’addice, il crin velata,
10Guardïana fedel, Maria, la dolce
Primogenita sua. Tra ramo e ramo
Gli ultimi raggi dardeggiava il sole,
Imporporando del vegliardo il capo
Meditante. Ei tenea sovra una sfera
15La manca mano, e con la destra in aria
Scrivea taciti cerchi. A quali stelle
Eri volato allor? Quale seguivi
Rivolgimento di lontan pianeta,
Quando improvviso e per nascosti calli
20Alla solinga collinetta asceso
Stette l’anglico Bardo al tuo cospetto?