Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/198

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184 l'industria.


     Fragil sì, ma pensante. Arme il leone
Pari non ha; né de' volanti il dorso
Schermo più fitto e sinüoso al morso
                             16De’ venti oppone,

     Di quel che l'uom coll’ingegnosa mano
Alle sue membra ordisce ed invermiglia,
Tolto il vello alla greggia e la conchiglia
                             20All'oceàno.

     Tu sulla Senna in trïonfal convegno
L’arti, Alessandro, affratellarsi hai viste,
E la pompa spiegar di sue conquiste
                             24L’umano ingegno:

     Visto hai fervere un mondo; e sotto gli archi
Fastosi de’ trofei di mille climi,
L’orma arrestar meravigliando agi’imi
                             28Misti i monarchi.

     Tu, coronato giudice, l’alloro
Che l'età più non dona a colpe illustri
Desti dell’officina a’ figli industri,
                             32Desti al lavoro.

     Qual invidia finor l’alme commosse?
Quale di fati vïolenza, amico,
Del non mertato vitupero antico
                             36L’arti percosse?