Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/200

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186 l'industria.


     Dal casolar del Legnaiuolo ebreo
Nel mondo uscì mirabile dottrina
Che fe santo il lavoro e l’officina
                             64Novo Tarpeo.

     Sotto le vôlte allor de’ monasteri
Correr di pialle un romorio s’intese,
E più grato al gran Fabbro il suono ascese
                             68D’inni e salteri.

     E tu le plebi glorïose allora
A’ telai della seta e della lana
Chiamavi colla vigile campana,
                             72Inclita Flora;

     Che poscia in più terribile fatica
Le vedevi, serrate agli stendardi,
Eccelse fulminar da’ baloardi
                             76L’oste nemica.

     Tu rinnovi que’ giorni, e di portenti
Nobiliti, Alessandro, il suol natío.
Tu che al lembo de’ colli e del tuo Schio
                             80Lungo i torrenti,

     Schiudi all’arti rinate immensa reggia,
A cui gl’ingenti turbini già manda
Angla fornace e la rimota Olanda
                             84Tonde la greggia.