Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/270

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
256 le nozze di tetide e peleo.


     Quale ne’ campi, se tra folta biada
In sul meriggio il mietitor si mise,
Sotto la falce che la via dirada,
500Le bionde spiche cadono recise;
Tal dietro sè l’irresistibil spada
Un monte lascierà di genti uccise.
Aggiratevi, o fusi, e tosto ordita
504Tosto per voi sia dell’eroe la vita.,

     De’ mille e mille che da lui fien vinti,
Coll’Ellesponto parlerà dolente
Lo Scamandro che i flutti orridi e tinti
508Volve del sangue della teucra gente;
E per l’ingombro de’ gran corpi estinti
Move più lenta al mar la sua corrente.
Aggiratevi, o fusi, e tosto ordita
512Tosto per voi sia dell’eroe la vita.

     Anco sepolto interminabil guerra
Farà co’ Teucri, ancora avrà sue prede.
Allor sull’alto tumulo che il serra,
516Porre vedrassi il delicato piede
Regal fanciulla, e cader tosto a terra
Sotto il vindice ferro che la fiede.
Aggiratevi, o fusi, e tosto ordita
520Tosto per voi sia dell’eroe la vita.