Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/286

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272 il sogno.


     Colei che tu cotanto ami, che meno
Tenera figlia alla sua madre è cara,
78Giovinetta all’amante è cara meno;

     Colei per cui de’ numi innanzi all’ara
Tu fai voti; colei che giorni ed anni
81Viver t’astringe in incertezza amara;

     Ed allor che la notte co’ suoi vanni
Il mondo oscura, alla tua mente illusa
84Mille tesse amorosi acerbi inganni;

     Quella bella Neera, alla tua musa
Argomento perenne, altri, spergiura,
87In cor vagheggia, e l’amor tuo ricusa.

     Empia! E trafitta da novella cura
Lascive nozze medita; nè gode
90Più le sante abitar natali mura.

     Ah, tutte d’un color, se il ver se n’ode,
Perfida razza e senza core! Pera
93Qual ordisce all’amante iniqua frode!

     Pur, come sai, mutabile è Neera:
Donna è pronta alle paci. Or tu la speme
96Desta e lagrime aggiungi alla preghiera.