Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/291

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saffo a faone. 277


     Ardo, come ne’ solchi arde il frumento
Che dell’arida state il raggio indora,
15Se le fervide vampe agiti il vento.

     Lungi dagli occhi miei Faon dimora
Dell’Etna appiè; nè dell’Etneo men fiero
18È l’incendio che dentro mi divora.

     Già più carmi non tempro al lusinghiero
Suon della lira: le pimplee Sorelle
21Aman sereno e libero il pensiero.

     Nè più le giovinette a me son belle
Di Metinna e di Pirra; io più non curo
24I vezzi, o Lesbo, delle tue donzelle.

     Care Cidna, Anattorie un dì mi furo
Che or mi son vili; d’Attide a’ miei rai
27II roseo volto pur s’è fatto oscuro,

     E d’altre molte che una volta amai
D’immenso amore. O perfido Faone,
30Quel cor, ch’era di molte, or tu sol hai.

     In te viso giocondo, in te stagione
Tempestiva agli amori. O a me fatale
33Sembianza del bellissimo garzone!