Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/290

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SAFFO A FAONE.

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Eroide

di

PUBLIO OVIDIO NASONE.

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     Ascoltami, Faon: quando su questi
Sudati fogli il tuo sguardo s’affisse,
3Tosto l’amica man riconoscesti?

     O se il nome di Saffo, che li scrisse
Non vi leggevi, ti taceva il core
6Questo tenue lavor donde venisse?

     E forse chiederai, perchè d’amore
L’inno sulla mia cetra oggi non suoni,
9Ma d’elegia mestissima il tenore.

     È flebil l’amor mio: flebili toni
Ha l’elegia: non fa col mio tormento
12La gioia delle liriche canzoni.