Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/317

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ero a leandro. 303


     Io lasciando la mia, tu la tua sponda
Corriamo ad incontrarne a mezza strada,
225E baciamoci in volto a fior dell’onda;

     Poscia ciascuno alla natia contrada
Faccia ritorno. Picciol premio è certo;
228Ma partito è miglior starsene a bada?

     Oh, faccia Iddio che finalmente aperto
Sia l’amor nostro a tutti, e si rimova
231L’invido vel che l’ha finor coperto!

     Già vergogna ed amor fan mala prova
Congiunti in un: non so qual sceglier deggia;
234Che se l’una convien, l’altro ne giova.

     Perchè Giason non sei che nella reggia
Entra appena di Colco, ed a’ suoi lari
237Colla rapita vergine veleggia?

     Perchè non sei l’avventuroso Pari
Che viene a Lacedemone e repente
240Solca coll’involata Elena i mari?

     Chè se sovente vieni, anco sovente
Tu m’abbandoni e di nuotar non badi,
243Se per nave tornar non ti si assente