Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/32

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18 milton e galileo

I popoli volenti? Affettüosa,
Provvida madre in ver, ch’ove sue poppe
Altri non sugga, le bipenni affila,
410E alla catasta, in cui de’ figli ambuste
Crepitan l’ossa, allegra benedice.
Lei mansüeta e di fraterne cladi
Immacolata attestano Tolosa
E le valli del Rodano cruente
415Di gusmanico eccidio. Agape santa
Era la notte che le bianche chiome
Trascinar vide Colignì nel fango;
E di misere fughe e d’ululati
Fur piene le tue vie, Francia tradita.
420Madre costei? Chè non la chiami astuta
De’ comuni tesori usurpatrice,
Che lo Spirto di Dio, retaggio e lume
D’ogni vivente, fa suo proprio; e chiusi
Gli evangelici paschi e le fontane
425Disuggellate dall’Agnello, impugna
L’armi terrene a rincacciarne i volghi
Assetati di Fè? Tempio vivente
Dell’Eterno noi siam: verace parla
Di Dio la voce in noi. Qual altro accento
430Infallibil può dirsi, a cui s’opponga
L’oracolo del cor? Dal lungo intanto
Ossequio delle menti insuperbita
Roma nel regno delle pie credenze
Più non contien l’orgoglio, e vïolenta