Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/330

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CEFALO E PROCRI.

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Dal Libro III dell’Arte d’Amore

dello Stesso.

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     Quante un incauto credere
Talor sciagure apporti,
Di Procri l’infortunio,
4Sposi, vi renda accorti.

     Non lungi dalle floride
Pendici dell’Imetto
Sgorga una fonte e morbido
8Vi fan l’erbette un letto.

     Bossi e ginestre adombrano
Il tacito recesso;
Il mirto, il pin vi crescono
12Il lauro ed il cipresso.

     Di un odorato zefiro
Agli aliti giocondi
Gli erbosi cespi ondeggiano,
16Susurrano le frondi.