Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/396

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L’ORA DELLA MORTE.

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della Stessa.

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    Una stagion la fronde
Ha per cader; una stagione il fiore
Per appassir: le stelle un’ora asconde,
4Ma tue, morte infedel, tutte son l’ore.

    Il giorno alla fatica,
Sacra è la sera al conversare giocondo;
Notte è de’ sogni e del riposo amica;
8Ma tutte l’ore tu passeggi il mondo.

    Ha l’ora sua la mensa,
Ora di riso e di festevol canto;
Ora poi vien che l’uom sospira e pensa;
12Ma tuo, rapace, il giorno è tutto quanto.

    Ride il garzon securo;
Ride secura sul mattin la rosa;
Ma tu già non attendi il fior maturo
16Per istender la falce ruïnosa.