Pagina:Versi di Giuseppe Giusti.djvu/436

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Tu per tu — diverbio, contrasto. Là dove il Poeta dice — rimeggia il tu per tu — fra il vizio e la virtù — intende: traduce in cattivi versi il contrasto fra il vizio e la virtù.

Tirare — si usa tanto in senso di tappare, quanto in senso di coprire.

Tutto — questa parola, nel modo col quale è adoperata nel verso che dice — nè volendo..... parer col Santo e tutto un impostore, ha il senso di insieme al Santo e ad ogni altra cosa.


U


Ubbía — ripugnanza, scrupolo.

Uggioso — noioso a se ed agli altri per malinconie senza ragione.

Unger la ruota — vale aiutarsi col danaro. Come la ruota unta gira con maggiore facilità, così gli uomini, per virtù di ripetute mance, con maggior facilità ci aiutano nelle nostre bisogne.

Un po’ per uno — a vicenda.

Unto — si usa talvolta per salsa, intingolo ec.; così il Poeta — e il mento in forestieri unti s’imbroda.

Uscitadi prima uscita, sul bel principio, sul cominciare.


V


Vacchetta — pelle di vitello conciata; il cuoio è pelle di bue.

Vagellare — delirare.

Vanume — propriamente è quella parte di grano o d'altra semenza che seccò senza venire a maturità perfetta; ma per similitudine si dice di cose inutili e vuote di senso.

Vattel a pesca — va a pescartelo; va a trovarlo se ti riesce: dicesi di cosa impossibile a indovinare.

Venire in ballo — comparire.

Vespaio — alveare di vespe; toccare il vespaio vale provocare incautamente, attaccar brighe senza necessità.

Viavai — andare e venire disordinato di gente.

Viciname — vicinato; ma viciname include l'idea di vicinanza di gente querula, e non suole usarsi in senso buono, come la parola vicinato.

Vieto — si dice propriamente della carne salata che ha preso cattivo sapore per essere stata serbata troppo lungamente; e per modo traslato si applica a cose e idee antiquate e non più in uso.

Vincer lo stomaco — si dice della vista di cosa immonda che eccita al vomito.