Pagina:Viaggio Da Milano Ai Tre Laghi.djvu/237

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Monte Legnone, Lario. 221

Dal piano di Colico costeggiando viensi presso Olgiasca alla cava di marmo bianco che ora a Milano in gran copia trasportasi per grand’arco sulla via del Sempione. Questo marmo è incassato nello scisto, ed ha circa 40 piedi di larghezza il filone. Succede il laghetto di Piona formato da una penisola. Ivi pure è una cava di marmo bianco, continuazione di quella di Musso; come una continuazione di quella di Dungo è la miniera di ferro che ivi altre volte cavavasi. Piona appartenne prima a Frati Teutonici, e divenne quindi badia de’monaci che fu poi commendata.

Seguendo la costa vedesi che il monte, sino a certa altezza almeno, è d’una breccia rossigna, (Psammite?) di pasta grossolana. Giugnesi a Doro (Doris), ove la diocesi di Milano frammezza a quella di Como, indi a Corenno (Corinthos), e poscia a Dervio (Delphos). Ivi profondissimo è il lago, ma lì presso sbocca il Varrone, e v’ha formata un’estesa pianura, renduta poi fertile ed amena dagli uomini. Nasce il Varrone nei monti che più abbondano di ferro; e tali sono pur que’paesi che stanno immediatamente sopra Dervio, cioè Vestreno, Sueglio, Introzzo, Tremenico, Aveno, Pagnona e Premana; ma non è sì comoda questa via, come quella che colà conduce dalla valle della Pioverna, di