Pagina:Vico, Giambattista – Scritti vari e pagine sparse, 1940 – BEIC 1967219.djvu/54

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specifico per gli malori che travagliano la salute degli uomini; e gli re d' Inghilterra si pregiano d'esser principi della real Societá anglica, la quale per lo piú si compone di medici, i quali in quel reame son nobilissimi ; e la casa de' granduchi di Toscana, fra le altre, pone magnificenza nella sua Fonderia.

Il vero è che essa materia è trattata con principi i quali ora non soddisfano al buon gusto del risicare presente, perché l'autore siegue la vanitá dell'astrologia e spiega le ragioni naturali di cotal morbo per «qualitá». Ma, nientemeno, vi sfolgora di tempo in tempo alcuni grandi lumi di fisica e medicina: oltreché questi libri sono necessarissimi d'esser trapportati in tutte le lingue viventi, almeno per la storia naturale d'un tanto malore, e'ha dato il guasto ad una gran parte ed ha gravemente infievolito l'altra di quasi tutto il gener umano.

Ciò sia detto d'intorno all'elezione di tal fatica, e' ha fatto con saggio avvedimento il nostro nobil traduttore di tal poeta. Ora mi rimane poc'altro a dire della condotta che vi ha tenuto.

Egli si è ristretto tra gli autori principi della toscana favella, particolarmente poeti, per apparecchiare all'idee poetiche latine la materia piú pura e l'impronta migliore che posson unquemai avere le voci e le frasi nostre poetiche italiane. Quindi, nel tradurre questi aurei libri, ha avuto due cose principalmente dinanzi agli occhi: la veritá de' sentimenti per esser fedele, e la degnitá dell'espressioni per esser esatto traduttore. E, per l'interesse della veritá, d'intorno alle voci dell'arte, le quali non si sanno che da' maestri dell'arti, egli, particolarmente nella botanica, come la prudenza il richiedeva, si è consigliato con saccenti espertissimi professori. Per la degnitá, poi, si è a tutto potere studiato dentro i medesimi tratti latini di dir in volgare né piú né meno né altrimenti, per isperimentare quanto possa la nostra rendere del nerbo e vigore c'ha la poetica latina favella; e, per ciò fare, ha usato, ove la bisogna il richiedeva, alcune maniere antiche, le quali, anco senza cotal necessitá, a tempo e luogo adoperate, fanno grave e veneranda essa poetica locuzione.