Pagina:Vita di Dante, Petrarca e Boccaccio.djvu/186

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col mantice area acceso , colli tua volontà «penero. ( Vite di ili. Fiorenf. p. 16 ).

(mi) Era Unto ristretto nelle fina aie il poeU , che vendè suo patrimonio , e si ridusse si stremo di ogni cosa , da veni- re in bisogno delta carità altrui. Che se Petrarca non a rettelo fornito e di danero , e di libri, ma necessiUto di abbando- Dare lo studio, e cercare altro partito. Ma Petrarca gli era a- mico men di purole, che di latti, A questo proposito nfen- ice il Gamurrini abate Cassie se ndta storia genealogica delle famiglie nobili Toscane , e Umbre , che Petrarca legò ia te- stamento al suo indigente amico cinquanta fiorini, per fornirsi di un’ abito d’inverno , a fine di potere piò commodameote studiare. (Bayle Dici, histor.et critiqne t. 1 p. 581 remarque D) (u) Ho voluto tradurre ancora gli apposti epitaffi in su le tombe di tutti e tre i poeti , a fine di ajatare la intelligen- za di quei, che poco 0 niente senno di latino. E se vedesi cor- rispondere il numero dei versi iUliani a’ latini, ciò è, per far conoscere, massime agli amatori dell’epigrafia italiana , ebe, non mancando l’arU, può la precisione della nostra belimi ma favella agguagliare il laconismo dei latini.

Non voglio passarmi dal dire, che questi versi latini di Col- ludo , uoif sooo riferiti uè dal Villani , nè dal Tiraboschi, uè dal Bayle,-nè da quanti io abbia potuto all’uopo riscontrare.

(x) Dante, e Petrarca, secondo il Nostro, son da riguardar» come uguali nella conoscenza del materno favellare, nella quale entrambi veogon poi superati dal Boccaccio. Per me tutti e tre, quai ponimi maestri dell’ itala favella, cui lavarono al piò alto grado , son di pari onoranza de onorare; e finche Italie avrà carente lettere, dovrà, sommamente gloriarsi delle opere loro, e riferirne come sacra ed immortale le memorie. Con- ci casiacbè /uroiio eglino, che coi modi i piò tersi, ed eleganti .cooperarono allo stesso fine,, e non permisb^o, intristisse il bel nostro idioma, valorosamente rintuzzando la foga di quei molti ccrittori plebei del trecento, i quali con voci aspre, e barbare, e oscure qercavan sul nascere, delle più brutte forme vaiarlo. Il fiera dispetto dell’ animo terribile di Alighieri, eoo che egli