Pagina:Vita di Dante.djvu/47

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oprar gli venni a grado!.

Dietro gli andai incontro alla nequizia
di quella legge, il cui popolo usurpa,
per colpa del Pastor, vostra giustizia1.

Quivi fu’ io da quella gente turpa,
disviluppato dal mondo fallace,
il cui amor molt’anime deturpa,

E venni dal martirio a questa pace.

PARAD. XV. 130-148.

Figlio di questo Cacciaguida cavaliere, fu tra gli altri Alighieri, bisavo di Dante; del quale null’altro si sa se non che viveva nel 1189 e probabilmente anche nel 12012, e che Dante lo pone in Purgatorio nella cerchia dei superbi3. Figlio di questo primo Alighiero fu Bellincione avo di Dante; del quale pure non sappiamo altro, se non che ebbe sette figliuoli, tra i quali Alighieri secondo, padre di Dante. Fu questi giureconsulto, o come allor si diceva, giudice di professione; e sposata in prime nozze Lapa di Chiarissimo

  1. Cioè il popolo Maomettano che tiene il governo (detto giustizia nel Medioevo) di Terra Santa.
  2. Pelli, pag. 30 e seg.
  3. Parad. XV., 91-96