Pagina:Vita di monsignor Giacomo Goria vescovo di Vercelli (Cusano).djvu/12

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Clero di Vercelli, come altresì dalla Nobiltà, e Popolo della medesima Città festosa, e gioliva incontrato, e seguentemente accompagnato, e servito.

Sendo poscia in Torino, ove havendosi soggetto di discorsi con quelle Altezze, circa l’obligationi proprie del Vescovo verso la sua Chiesa, hebbe perciò il medesimo Duca CARLO EMANUELE a pronontiare parole ben degne, dichiarandosi amorevole partiale della Chiesa, e total libertà dell’Officio spettante al Vescovo; Animato dunque Monsignor Goria da sì Christiano, e Religioso dire, pensò alla ricuperatione del Luogo di Coconato,1 & altri effetti; indi alla manutentione de’ Macelli in Biella, il tutto come dovuto alla sua Vescoval Mensa di Vercelli, a qual fine porgendone Memoriale espresso al Papa per tali interessi, e raccorrendo assieme a Sua Altezza per le medesime ragioni, ne fù subito spedita commissione a’ Ministri di Camera per ogni più pronta risolutione, a beneficio della Chiesa; In qual conformità si spedirono Atti per Scritture di publica fede, che pur dovendosi produrre in tempo per l’opportune giustifi-

 
 
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  1. Tab. Eccl. Vercell. in Epis. Palat.