Pagina:Vita di monsignor Giacomo Goria vescovo di Vercelli (Cusano).djvu/24

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denti tempi erasi Titolo di Priorato; indi ceduto dal Priore Bernardo Langosco Stroppiana a’ medesimi Padri Cappuccini, facendosi il loro ricovero entro la medesima Città; A’ qual’effetto, nell’anno mille seicento vinti,1 i Cittadini Vercellesi, per atto di loro innata pietà, diedero pronto principio al nuovo Monastero, e Chiesa, sotto l’Invocatione della Natività della Beata Vergine, e del Beato Amedeo di Savoja; Il cui Choro similmente fù principiato nell’anno mille seicento vinticinque, sendo poscia il proprio Altar Maggiore consecrato da Monsignor Vescovo Goria nell’anno mille seicento vintinove, & i medesimi Padri Cappuccini traportati dal detto loro Monastero di Vezolano nel loro moderno in Vercelli l’anno mille seicento vintisette, restando poscia il detto Monastero di Vezolano unito all’Officio della Santa Inquisitione in Vercelli nell’anno mille seicento trentacinque.

Desideroso altresì di giovare al Luogo di Villafranca nell’Astegiana, sua Patria, volle, mentre viveva, disporre d’egreggie somme de denari collocati a Banco,2 a fine, che

  1. Ex dictis Viventium.
  2. Ex Act. Publ. penes Famil. de Goria recep. per Vercellinum Bellinum Canc. Curiæ Episc. Verc. die 24. Januarij 1645.