Pagina:Vita nuova.djvu/312

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reggesse sanza lo fedele consiglio de la ragione in quelle cose là ove cotale consiglio fosse utile a udire. 10 E però che soprastare a le passioni e atti 1 di tanta gioventudine pare alcuno parlare fabuloso, mi partirò da esse; e trapassando molte cose, le quali si potrebbero trarre de l'esemplo onde nascono queste, verrò a quelle parole le quali sono scritto ne la mia memoria sotto maggiori paragrafi. III Poi che fuoro passati tanti die, che appunto erano compiuti li nove anni appresso l'apparimento soprascritto di questa gentilissima, ne l'ultimo di questi die avenne che questa mirabile donna apparve a me, vestita di colore bianchissimo, in mezzo di due gentili donne, le quali erano di più lunga etade; e passando per una via, volse li occhi verso quella parte ov’io era molto pauroso, e per la sua ineffabile cortesia, la quale è oggi 2 meritata nel grande secolo, 3 mi salutoe molto virtuosamente, tanto che me parve allora vedere tutti li termini de


si può campare (I viaggi di Marco Polo, Firenze, 1863, p. 301); - e sì vi trovò sì grandissimo tesoro, che a pena si potrebbe credere ( Ibid., p. 306); - In quella provincia si ha sì grandissimo freddo, che a pena vi si può campare (Ibid.,p. 313); - fu un grandissimo diluvio di acqua, e fu sì grandissimo, che diede a terra il ponte di Santa Luminata (Cronaca d’Orvieto, ed. Daelli, p. 15 [a. 1345]: e cfr. a p. 29 [a. 1349], 36 [a. 1351], 114 [a. 1367] per altri esempi). Usi affini: Tullius Cicero fu il più sapientissimo de' Romani (Brunetto Latini, Rettorica; cod. II, iv, 127 della Naz. di Firenze, c. 17); - Gorgias Leontinus ke fue quasi il più antichissimo retorico (ibid., c. 11b); - l'oste di Porro era molto grandissimo (Fatti d' Alessandro Magno, ed. Orion, Bologna 1872, p. 108). Egli esempi potrebbero esser numerosi (cfr.I viaggi di Marco Polo cit., p. 97, 116, 196; Novelle antiche, ed. Biagi. p. 79, 86, 146, 201, 222; Volgarizzamento dell’ Esposizione del Paternostro fatto da Zucchero Bencivenni, Firenze 1828, p. 16; Commento alla D. C. di Iacopo della Lana, ed. Scarabei li, a Purg.IV,25 e XII 40; Le antiche Chiose anonime all’Inferno secondo il testo Marciano, ed. A valle, Città di Castello 1900, p. 75, 77, 91, 149, 175), ma bastano quelli riferiti nel Manuzzi alle voci molto § 1, più § 44, tanto § 1.

16. CHE ME PARVE. Il D’Anc. preferisce leggere ch’e’ mi parve, perchè il ch’e’ concorda e riunisce in una forma antica insieme e nuova e tutta fiorentina, il che delle ediz. Pr. G. W. ed altre, e l’elli o egli di vari codici. Egli

  1. S γ agli atti (V illeggibile)
  2. M W p, e quindi probabilmente x, oggi e
  3. b β omettono molto