Pagina:Vivanti - Naja Tripudians, Firenze, Bemporad, 1921.djvu/176

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172 Naja Tripudians


faceva sobbalzare tutta la sua grossa persona, e diede col pugno un colpo sulla tavola che scosse tutti i piatti e fece tinnire le posate d’oro.

— Che cosa c’è.... Cosa c’è di così buffo? — chiesero gli altri.

Lady Randolph Grey si volse con un sorriso di compiacimento.

— Eccellenza, avete dunque fatto conoscenza colla vostra piccola vicina? E la trovate divertente?

L’Eccellenza non rispose; continuava a ridere, colla grossa bocca aperta e il grosso corpo scosso dall’ilarità: ma strano a dirsi quel riso a Myosotis non pareva allegro; pareva terribile, pareva furente, pareva minaccioso....

La conversazione riprese, e l’uomo grasso non parlò più a Myosotis. Accese un sigaro e fumò in silenzio, guardando la tovaglia, come soprapensiero. E ogni tanto Myosotis lo vedeva lanciare verso Lady Randolph uno sguardo strano, fosco, quasi vendicativo. Quando furono portati il caffè e i liquori, egli si alzò e andò nella sala vicina — di cui il servitore aveva aperto i battenti — e Lady Randolph lo seguì quasi subito, lasciando intatta sulla tavola la sua tazza di caffè.