Pagina:Vivanti - Naja Tripudians, Firenze, Bemporad, 1921.djvu/181

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Naja Tripudians 177


— Tienilo fermo, — disse quella; e il giovane afferrò il gatto e, appressatolo a Lady Randolph, lo tenne stretto per le quattro gambe.

Dal loro posto sul divano le ragazze non videro ciò che Lady Randolph faceva alla bestia, che urlava torcendosi nella stretta di Totò. Ma un senso d’orrore, di nausea indefinibile, di terrore profondo le invase.

— Ma cosa fanno?... Cosa fanno? — gridò Leslie impallidita.

— Si divertono, — rise Neversol; — gli fanno una puntura di morfina.

— Ma perchè?... perchè? — ansò Myosotis presa da un brivido d’indescrivibile orrore.

Il giovane crollò di nuovo le spalle.

— Ve l’ho detto. Perchè amano veder godere. E perchè amano veder soffrire. La vedrete or ora quella bestia sotto l’influenza del narcotico.

Totò aveva lasciato ricadere il gatto e Lady Randolph, raddrizzandosi, disse con una morbida voce gutturale:

— Ecco.... ecco.... povero Moses! — E riconsegnò l’astuccio alla vecchia domestica.

Stette anche quella a guardare per qualche istante il gatto, poi, crollando la testa, se ne andò.