Pagina:Volpini - 516 proverbi sul cavallo.djvu/83

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Cavallo e cavaliere 57


96. Se boter et n’avoir cheval, est pure folie et très-grand mal.

Questo proverbio ci richiama alla memoria un aneddoto ben conosciuto. «Un bellimbusto si pavoneggiava tutti i giorni nei pubblici ritrovi con tanto di scudiscio in mano, stivaloni e speroni alla scudiera e non rifiniva di trinciar a tutto pasto sentenze su cavalli e cavalieri. Un signore, seccato di queste millanterie, lo fece citare davanti al tribunale per rifusione di danni prodotti in un suo podere dal cavallo, diceva lui, di quel millantatore. Richiesto dal giudice di produrre la sua discolpa, questi, tergiversando, tentava imbrogliar la matassa, tanto che il giudice, stanco delle sue risposte evasive, stava per condannarlo. Messo a queste strette egli finì per confessare che era impossibile che il suo cavallo avesse prodotti quei danni, perchè.... non ne aveva mai posseduto alcuno.»

97. Se il cavallo non è buono, sì lavora di sperone.

Lo sperone oltrechè per insegnare al cavaliere a tenere la giusta posizione, serve naturalmente anche per decidere il cavallo e per punirlo quando si rifiuta a compiere il suo dovere; ma lo sperone va usato coi debiti riguardi ed a tempo, altrimenti si rischia di rendere il cavallo sempre più vizioso.

98. Se la sferza fosse biada e le bestemmie tirassero, molti avrebbero un tiro a quattro.

È proverbio tedesco, che purtroppo s’attaglia moltissimo anche agli italiani.