Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/222

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calore Malluch, — «il vecchio Ilderim, o figlio d’Arrio, è un uomo nel miglior senso della parola, quantunque un Edomita non circonciso. I suoi padri furono tutti sceicchi. Uno di essi, vissuto in non so quale epoca prestò soccorso una volta ad un Re, che molti nemici inseguivano.

La leggenda narra ch’egli gli prestasse a sua difesa mille cavalieri, cui erano noti tutti i sentieri e nascondigli del deserto. Essi tennero celato il Re finchè l’occasione si presentò di distruggere il nemico e di rimettere il monarca sul trono. — Questi, per riconoscenza diede al figlio del deserto questo luogo delizioso, per sè e suoi successori, in perpetuo. Nessuno pensò mai di turbarne il possesso. I governatori trovano che è del loro interesse il mantenere buone relazioni con una tribù alla quale Iddio ha accordato uomini, cavalli, cammelli e ricchezze, rendendola così padrona di molte fra le arterie che collegano Antiochia con le altre città; — poichè è dal buon volere di questi uomini che dipende la libertà di passaggio e la sicurezza delle strade. Persino il Prefetto si reputa felice ogniqualvolta Ilderim, soprannominato il Generoso pei molti suoi atti di liberalità, si reca a fargli visita in compagnia delle sue donne, dei suoi figli o dei suoi dipendenti, tutti montati su cammelli e cavalli, come solevano fare i nostri padri Àbramo e Giacobbe.

— «Come spieghi adunque» — chiese Ben Hur che aveva ascoltato con vivo interessamento, senza accorgersi della lentezza dei dromedarii — «ch’egli oggi si strappava la barba dalla rabbia e malediva sè stesso per aver prestato fede ad un Romano? Se Cesare l’avesse udito avrebbe avuto ragione di dire: «Non amo tali amici, liberatemene.» —

— «E non avrebbe sbagliato di certo» — rispose Malluch sorridendo. — «Ilderim non ama Roma, ed ha un motivo di lagnarsene. Tre anni fa i Parti catturarono una carovana sulla strada da Bozza a Damasco, la quale portava, fra l’altro, il tributo d’un intiero distretto. Essi uccisero tutti gli uomini della carovana, ciò che i censori a Roma avrebbero facilmente perdonato purchè i denari imperiali fossero stati rispettati. Gli appaltatori delle tasse, chiamati a rispondere del danno, ricorsero a Cesare il quale tenne responsabile Erode. Questi se ne indennizzò sequestrando dei valori di Ilderim col pretesto ch’egli avrebbe dovuto invigilare la sicurezza delle strade imperiali. Lo sceicco si appellò a Cesare e Cesare gli diede, una risposta