Pagina:Wallace - Ben Hur, 1900.djvu/343

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

337

affetto; erano cresciuti accarezzati come bambini, e la loro fiducia negli uomini era commovente.

Che cosa dovevano fare quelle delicate creature se non slanciarsi avanti come pazze?

Il carro traballò.

Non v’ha dubbio che ogni esperienza ci è utile nella vita. Donde trasse Ben Hur, in questo momento, il suo braccio vigoroso e il suo pugno di ferro? Donde, se non dai lunghi anni passati al remo? E che cos’era il sobbalzare del carro in confronto al rullìo improvviso della nave battuta dall’ebbro furore dei flutti? Egli mantenne il suo posto, allentò le redini sul capo ai cavalli, parlando loro con voce carezzevole, cercando unicamente di guidarli incolumi intorno all’angolo pericoloso; e prima ancora che l’agitazione del pubblico si fosse sedata, aveva riconquistata la padronanza su di essi.

Non solo: nell’avvicinarsi alla seconda mèta egli si trovò nuovamente al fianco di Messala, seguito dalla simpatia e dai voti di tutti gli spettatori non Romani. Questo sentimento appariva così evidente, che Messala, con tutta la sua audacia, non stimò opportuno scherzare più oltre.

Mentre i carri passavano la mèta, Ester vide il volto di Ben Hur — un po’ pallido, un po’ rialzato — ma calmo, risoluto.

Subito un uomo si arrampicò sull’estremità occidentale del muro di divisione, e levò una delle sfere. In pari tempo fu tolto un delfino dall’altra parte.

Nello stesso modo, scomparvero la seconda sfera e il secondo delfino.

Poi la terza sfera e il terzo delfino.

Tre giri erano stati compiuti; Messala occupava ancora l’interno della pista; Ben Hur galoppava all’esterno. La corsa assumeva l’aspetto di una di quelle gare doppie così popolari nel secondo periodo dell’età imperiale. — Nella prima Messala e Ben Hur; il Sidonio, il Corinzio, il Bizantino, seconda.

Intanto gli uscieri avevano ottenuto di far sedere la rnoltitudine, quantunque il clamore continuasse, precedendo i corridori.

Al quinto giro il Sidonio riuscì a portarsi all’altezza di Ben Hur, ma perdette subito il vantaggio.

Il sesto giro cominciò senza recare un spostamento nelle posizioni relative.

Gradatamente la velocità era aumentata; a poco a poco


22