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Il colore della sua veste era giallo per la polvere e imbrattato di fango.

Facevano eccezione i fiocchi della sua cintura, azzurri e bianchi, quale la legge prescriveva ai Rabbini. I suoi sandali erano semplici.

Non aveva nè borsa, nè cintura, nè bastone. Questi dettagli furono appena osservati dai tre, attratti unicamente dalla testa e in ispecial modo dal viso dello sconosciuto, dal quale scaturiva un ineffabile fascino.

Egli stava a capo scoperto sotto il cielo sereno; i suoi capelli di un color bruno dorato, tendenti leggermente al rosso là dove erano illuminati dal sole, si partivano in mezzo al capo e scendevano in lunghe anella sopra le spalle. Sotto una fronte larga e bassa, ombreggiati da sopracciglie inarcate e brune, brillavano due grandi occhi azzurri, raddolciti da lunghissime ciglia, quali si vedono talvolta nei fanciulli, ma ben raramente, o quasi mai, negli uomini.

Era difficile determinare se le altre sue fattezze fossero piuttosto Greche che Ebraiche. La delicatezza delle nari e della bocca apparteneva piuttosto al tipo Greco; e insieme alla dolcezza dei suoi occhi, al pallore del volto, alla finezza dei capelli e della morbida barba, che scendeva ondulata sul collo, sul petto, e formava un complesso di tanta soavità e bellezza, che un soldato avrebbe riso incontrandolo, una donna si sarebbe sentita istintivamente attratta a confidare in lui, un bambino gli avrebbe tesa la piccola mano e gli avrebbe concessa tutta la fiducia della giovine anima.

L’espressione dominante i suoi lineamenti, sarebbe stata attribuita da vari osservatori nello stesso tempo, e con egual correttezza, all’intelligenza, all’amore, alla pietà o al dolore. Per dir il vero, era una compenetrazione di tutte queste qualità.

Il suo sguardo rivelava un’anima immacolata, costretta a vedere e comprendere la corruzione di quelli fra i quali passava. Ciò non ostante nessuno avrebbe nel suo volto scorta una traccia di debolezza. In ogni modo, così non avrebbero pensato coloro i quali sanno che l’amore, il dolore e la pietà sono il risultato di una forza morale capace di sopportare qualunque sofferenza, più che non lo siano le forze fisiche.

Questa è stata la potenza che ha sostenuto i martiri ed i santi.

Lentamente egli si avvicinò ai tre. Ora Ben Hur, con la lancia in mano, era degno di attirare lo sguardo d’un Re,