Pagina:Wilson - Mentre si lotta per la giustizia e per la libertà, Milano, Istituto Italo-Britannico, 1917.djvu/11

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Gl’intrighi politici.

Guardate come stanno le cose! L’Austria è alla loro mercè. Essa non ha agito di propria iniziativa, e neppure per libera scelta del suo popolo, ma da quando è cominciata la guerra, ha supinamente ubbidito agli ordini di Berlino. Ora il suo popolo anela alla pace, ma non l’otterrà fino a quando Berlino non le permetterà. Le così dette Potenze Centrali non sono, di fatti, che una sola Potenza. La Serbia sarebbe a sua discrezione se, per un momento, le si lasciassero le mani libere. La Bulgaria si è volontariamente posta sotto la sua dominazione, la Rumenia è invasa. Gli eserciti turchi, allenati da Tedeschi, stanno servendo la Germania, e non certamente il proprio paese; ed i cannoni delle navi da guerra tedesche, ancorate nel porto di Costantinopoli, rimangono li, come un monito quotidiano agli uomini di Stato della Turchia, che non hanno altra scelta se non quella d’obbedire agli ordini di Berlino. La rete è tesa da Amburgo al Golfo Persico.

Non è forse facil cosa comprendere il vivo desiderio per la pace che si è manifestato a Berlino, dacché la trappola fu preparata e fatta scattare? Pace! Pace! Pace! Questo è stato il tema dei discorsi del Ministro germanico degli Affari Esteri, per un anno e più- Non pace di sua propria iniziativa, ma di iniziativa di quelle nazioni, sulle quali essa crede di avere ora un vantaggio. Una