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V1


Questa negli ozi suoi mole eminente
     Erse l’Aiese Eroe, Regia di Flora,
     Del genio suo, che il secol nostro indora,
     Memoria eccelsa alla futura gente.
5Ferma il piè, Passaggiero, e riverente
     L’amena maestà stupido onora:
     Mira come negli ozi ei mostra ancora
     Le magnanime idee della gran mente.
Già superbo, Cesano, io ti discerno,
     10Opra immortal di mille fabbri industri,
     A par del nome suo viver’eterno.
E non sapranno i più rimoti lustri,
     Se dell’Arese Eroe, del tempo a schermo,
     Fur più grandi le cure, o gli ozi illustri.


VI


E sotto il freddo, e sotto il clima ardente,
     Oltre all’ultima Tile e l’Oceàno,
     E dovunque sia luogo ivi si sente
     La gran possa, Signor, della tua mano.
5Per fuggirti Davidde il Re dolente
     Or l’Inferno, ora il Ciel ricerca invano:
     Al tuo sguardo divin tutto è presente
     Dal Tuo braccio divin nulla è lontano.
La materia a la forma insieme allacci:
     10Ma sempre il Fral composto, al fin ridutto
     Se l’abbandoni Tu, scioglie quei lacci.
Il tutto senza Te fora distrutto:
     Di Te riempi il Tutto, il Tutto abbracci;
     Il Tutto in Te si trova, e Te nel Tutto.


VII2


Non scendano dal sempiterno regno,
     Per vendicar Gesù, fulmine, e tuono,

  1. Per la fabbrica di Cesano del Sig. Co. Bartolommeo Atesi.
  2. Nel Venerdì Santo.