Pagina:Zibaldone di pensieri I.djvu/340

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312 pensieri (209-210)

il suo simile è come un’altra fiera del bosco. Bensí l’uomo è naturalmente piú inclinato al suo simile, come rispettivamente le altre bestie. Ma anche il leone combatte col leone e il toro col toro per li suoi diletti e vantaggi. Ho detto, p. 178, che la natura ha poste negli esseri diverse qualità, che si sviluppano o no, secondo le circostanze. Per esempio, la facoltà di compatire. In natura è molto meno operosa. Ma non è già propria del solo uomo. In casa mia v’era un cane che da un balcone gittava del pane a un altro cane sulla strada. Vedi quello che racconta il Magalotti di una cagna nelle Lettere sull’ateismo. In natura si ristringe a quegli esseri che ci toccano piú da vicino. Cosí gli uccelli coi loro figliuolini vedendoseli rapire ec.; se vedranno un (210) altro uccello della specie loro, travagliato o moribondo, non se ne daranno pensiero. Secondo lo sviluppo delle diverse qualità per le diverse circostanze, è nata la legge detta naturale. Il rubare l’altrui non ripugna assolutamente alla natura. Costume degli spartani. Differenze dalle leggi antiche alle moderne. La società non è già propria del solo uomo. Le formiche la fanno per trasportar pesi. Le api hanno anche un governo. Insomma considerando la natura dell’uomo e delle cose, si vedrà che tolte alcune idee astratte e indeterminate, ossia non applicate ma da applicarsi, tutto il resto è relativo e dipende dalle circostanze, e che negli altri esseri, come nell’uomo, ci sono diverse qualità ingenite che, sviluppandosi o no, ci fanno poi giudicare vanamente della somiglianza assoluta della nostra razza colle altre (14 agosto 1820).


*   Diciamo male che il tal desiderio è stato soddisfatto. Non si soddisfanno i desiderii, conseguito che abbiamo l’oggetto, ma si spengono, cioè si perdono ed abbandonano per la certezza acquistata di non poterli mai soddisfare. E tutto quello che si guadagna,