Pagina:Zibaldone di pensieri I.djvu/339

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(208-209) pensieri 311

turale (l’avrebbero per natura, ma la società non vuole che la conservino: l’avevano i loro antichi scrittori) e cet instrument facile et souple, vale a dire una lingua come la greca e l’italiana. Vedi senza fallo quel passo di Thomas (13 agosto 1820).


*   Non solamente il bello ma forse la massima parte delle cose e delle verità che noi crediamo assolute e generali, sono relative e particolari. L’assuefazione è una seconda natura e s’introduce quasi insensibilmente, e porta o distrugge delle qualità innumerabili, che acquistate o perdute, ci persuadiamo ben presto di non potere avere e di non poter non avere, e ascriviamo a leggi eterne e immutabili, a sistema naturale, a provvidenza ec. l’opera del caso e delle circostanze accidentali e arbitrarie. Aggiungete all’assuefazione, le opinioni, i climi, i temperamenti corporali o spirituali e persuadetevi che molto ma molto poche verità sono assolute e inerenti al sistema delle cose. Oltre all’indipendenza da queste verità, che può trovarsi in altri sistemi di cose (13 agosto 1820).


*   Insomma, dal detto qui sopra e da mille altre  (209) cose che si potrebbero dire, si deduce quanto giustamente i moderni ideologisti abbiano abolite le idee innate. Archelao diceva secondo Diogene Laerzio che τὸ δίκαιον καὶ τὸ αἰσχρὸν non è determinato dalla natura ma dalla legge. E cosí la legge naturale ancora potrà esser considerata come un sogno. Abbiamo si può dire innata l’idea astratta della convenienza, ma quali cose si convengano in morale, appartiene alle idee relative. Considerate la morale dei diversi popoli, massimamente barbari. E mettetevi nello stato primitivo dell’uomo. Vedrete che il far male agli altri per vostro bene non vi ripugna. Il vostro simile in natura non è una cosa cosí inviolabile, come credete. L’uomo solitario e selvaggio fa mondo da se, e