Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/209

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[p. 311 modifica] cose che si potrebbero dire, si deduce quanto giustamente i moderni ideologisti abbiano abolite le idee innate. Archelao diceva secondo Diogene Laerzio che τὸ δίκαιον καὶ τὸ αἰσχρὸν non è determinato dalla natura ma dalla legge. E cosí la legge naturale ancora potrà esser considerata come un sogno. Abbiamo si può dire innata l’idea astratta della convenienza, ma quali cose si convengano in morale, appartiene alle idee relative. Considerate la morale dei diversi popoli, massimamente barbari. E mettetevi nello stato primitivo dell’uomo. Vedrete che il far male agli altri per vostro bene non vi ripugna. Il vostro simile in natura non è una cosa cosí inviolabile, come credete. L’uomo solitario e selvaggio fa mondo da se, e [p. 312 modifica]il suo simile è come un’altra fiera del bosco. Bensí l’uomo è naturalmente piú inclinato al suo simile, come rispettivamente le altre bestie. Ma anche il leone combatte col leone e il toro col toro per li suoi diletti e vantaggi. Ho detto, p. 178, che la natura ha poste negli esseri diverse qualità, che si sviluppano o no, secondo le circostanze. Per esempio, la facoltà di compatire. In natura è molto meno operosa. Ma non è già propria del solo uomo. In casa mia v’era un cane che da un balcone gittava del pane a un altro cane sulla strada. Vedi quello che racconta il Magalotti di una cagna nelle Lettere sull’ateismo. In natura si ristringe a quegli esseri che ci toccano piú da vicino. Cosí gli uccelli coi loro figliuolini vedendoseli rapire ec.; se vedranno un