Pagina:Zibaldone di pensieri II.djvu/136

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(668-669-670) pensieri 123

stanze della loro fanciullezza; e come i caratteri ec. e le opinioni massimamente, dalle quali poi dipendono le azioni e quasi tutta la vita, si diversifichino bene spesso per quelle minime circostanze e accidenti e differenze appartenenti alla fanciullezza, mentre se ne cercherà la cagione e l’origine in tutt’altro, anche dai maggiori conoscitori dell’uomo (16 febbraio 1821). Vedi p. 675, principio


*    Quella maravigliosa facilità che hanno  (669) i fanciulli di passare immediatamente dal piú profondo dolore alla gioia, dal pianto al riso ec. e viceversa, e ciò per minime cagioni; questa somma volubilità e versatilità d’indole e d’immaginazione non dev’ella esser causa di una molto maggiore felicità o molto minore miseria che nelle altre età? (16 febbraio 1821).


*    L’orgueil nous sépare de la société: notre amour-propre nous donne un rang à part qui nous est toujours disputé: l’estime de soi-même qui se fait trop sentir est presque toujours punie par le mépris universel. M.me de Lambert, Avis d’une mère à sa fille, dans ses Oeuvres complètes citées ci-dessus, (p. 633) p. 99, fine. Cosí è naturalmente nella società, cosí porta la natura di questa istituzione umana, la quale essendo diretta al comun bene e piacere, non sussiste veramente, se l’individuo non accomuna  (670) piú o meno cogli altri la sua stima, i suoi interessi, i suoi fini, pensieri, opinioni, sentimenti ed affetti, inclinazioni, ed azioni; e se tutto questo non è diretto se non a se stesso. Quanto piú si trova nell’individuo il se stesso, tanto meno esiste veramente la società. Cosí, se l’egoismo è intero, la società non esiste se non di nome. Perché ciascun individuo, non avendo per fine se non se medesimo, non curando affatto il ben comune e nessun pensiero o azione sua essendo diretta al bene o piacere altrui, ciascuno individuo forma da se solo una